Ai
sensi del Decreto legislativo
4 marzo 2010, n. 28, la procedura di mediazione
può essere amministrata esclusivamente da un organismo
accreditato da parte del Ministero
della Giustizia. A questo scopo, ADR
MEDIA, iscritta al n.117
del Registro degli organismi di Conciliazione del Ministero
della Giustizia, con provvedimento del 17
Settembre 2010, una volta ricevuta la domanda
di mediazione, nominerà un mediatore tra quelli della
propria lista, e infine convocherà le parti per l’incontro
di mediazione.
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In primo piano :::
MANUALE
DELLA MEDIAZIONE Giuda alla mediazione
realizzata da docenti ed esperti di ADR
Media.
Il manuale fornisce un'analisidell'Istituto
della mediazionesecondo
un approcio giuridico e, per quanto sia possibile
tenendo conto dell'icessante novellazione in materia,
secondo un approcio sistematico, offrendo a chi
pratica la mediazione un'importante guida con
modelli e formule esplicate. Autori: Russo
N. A. - Magra S. - Guidara A. - Cincotta S. -
Gagliano M. - Cinà G.
Editore: Brancato
(collana Inkwell Edizioni)
Distribuito da: Librerie
Mondadori
MEDIAZIONE
OBBLIGATORIA PER RC AUTO E CONDOMINIO Ci
siamo. La mediazione è obbligatoria anche
per le liti che hanno ad oggetto incidenti stradali
e rapporti condominiali. Secondo le stime del
ministero della Giustizia nelle aule degli enti
accreditati si dovrebbero riversare circa 320mila
nuove cause l’anno. Per il “Centro studi di diritto
condominiale e immobiliare” solo quelle relative
alle abitazioni costituiscono oltre un quinto
di tutte le cause civili pendenti. Dai rumori
del vicino di casa, all’auto posteggiata “male”
nel cortile; dalle questioni relative alla ripartizione
dei millesimi, al riscaldamento dell’edificio.
Ma anche il risarcimento proposto dalla compagnia
di assicurazioni dopo il tamponamento o il riconoscimento
delle proprie ragioni dopo l’incidente stradale.
In tutti questi casi e in mille altri che riguarderanno
le stesse materie, prima di andare davanti al
giudice si dovrà passare per la scrivania
del mediatore. Continua
>>
MEDIAZIONE:
PER IL PARLAMENTO UE OK A OBBLIGATORIETÀ CON
INCENTIVI E SANZIONI
Anche
il Parlamento europeo interviene sulla mediazione. E
lo fa con l’adozione della risoluzione del 13 settembre
relativa all’attuazione della direttiva sulla mediazione
tra gli Stati membri e la sua adozione nei tribunali.
La direttiva 2008/52/Ce del 21 maggio 2008 su taluni
aspetti della mediazione in materia civile e commerciale
ha infatti determinato diversi problemi applicativi
in alcuni Stati membri (in Italia è stata recepita
con Dlgs n. 28 del 4 marzo 2010).L'attuazione
del 2013 - In vista della comunicazione
sull’attuazione, programmata per il 2013, è necessario
fare il punto sulle luci e le ombre del nuovo sistema.
Tra i diversi aspetti analizzati dai parlamentari europei
quello della confidenzialità nel rapporto tra
mediatore e parti nei confronti del quale l’Italia ha
adottato un approccio rigoroso al contrario della Svezia
che rimette la questione alla scelta delle parti. Sul
fronte più controverso in Italia riguardante
l’obbligatorietà della mediazione, il Parlamento
riconosce che l’articolo 5, paragrafo 2 della direttiva
consente agli Stati di rendere obbligatorio il ricorso
alla mediazione “o di sottoporlo a incentivi o a sanzioni,
sia prima che dopo l’inizio della procedura giudiziaria”,
ma questo solo se è garantito alle parti il pieno
diritto di accesso al sistema giudiziario nazionale.
Legittima l'obbligatorietà
- Riguardo all’Italia, il Parlamento, preso atto delle
polemiche riguardanti l’obbligatorietà della
mediazione, ritiene che, al pari di altri Paesi in cui
essa è obbligatoria, come Bulgaria e Romania,
la mediazione possa contribuire a una soluzione rapida
delle controversie riducendo i tempi eccessivamente
lunghi della giustizia civile. Gli eurodeputati poi
puntano all’adozione di norme comuni per l’accesso alla
professione di mediatore sia per favorire un livello
elevato dal punto di vista qualitativo, sia per “assicurare
standard di formazione professionale elevati” con un
sistema di accreditamento dei mediatori che possa valere
in tutta l’Unione europea.